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Ma che bel Cammello, marcondirondirondello
da Radioazioni, numero di Luglio 2000

Allucinata intervista con i conduttori della trasmissione più "fuori" della RAI.

Nell'arsura dell'estate romana, tra miraggi, dune ed oasi, sull'asfalto bollente di via Asiago ci viene incontro un cammello dall'aria piuttosto socievole. E' partito il 12 giugno e ci accompagnerà per tutta l'estate: è il nuovo Cammello di Radio Due. Andiamo a far visita ai conduttori, che hanno superato un provino sbaragliando la concorrenza di un'altra quarantina di concorrenti, per scoprire qualcosa su di loro e conoscere meglio il loro programma.
Nei corridoi della RAI incontriamo Maria Grazia Carulli, Betty Senatore (che i vecchi lettori ricorderanno intervistata sulle nostre pagine pochi mesi fa), Silvia Boschero e i diabolici Gabriele e Giorgio del Trio Medusa.

Allora, qualcuno ci spiega perché il Cammello si chiama così?

- Gabriele: "Il Cammello di Radio Due è una trasmissione, nata nel settembre del '99, fortemente voluta dal sommo direttore Sergio Valzania per conferire finalmente coesione e armonia al palinses…"
- Betty: "Ma piantala!! Si chiama Il Cammello perché il programma è destinato a portare i carichi durante tutta la giornata, dalle 6.00 alle 23.00. Per Radio Due è come una vetrina dove può mettersi in mostra!"
- Gabriele: "E' vero, trasmette la musica dei ragazzi, quella che piace ai giovani! Serve a dare continuità, è un po' il tessuto connettore… noi siamo le piastrine dell'emittenza italiana!"

Uhm… sarà… Ma non pensate che il continuo spezzettamento in mezze ore tutto sommato vi penalizzi?

- Gabriele, mentre ci mostra il suicidio del suo ragno di gomma Egidio: "Effettivamente almeno le ragazze, che sono speaker vere e proprie, meriterebbero di più: l'unico che ha uno spazio davvero suo è Mixo. Però è anche vero che qui ci è stata concessa una libertà che altrove non abbiamo mai avuto… Certo, noi del Trio volevamo proporre il Gioco della Bestemmia e non ce l'hanno lasciato fare… però forse riusciremo a portare in onda il Gioco della Scorregg*a!"
- Giorgio: "La scaletta è frammentata ma, in fin dei conti, gli unici punti fissi da rispettare sono i segnali orari; con il nostro regista Cristian riusciamo facilmente ad adattare brani e interventi e a "starci con i tempi". In ogni caso, il fatto che il Trio Medusa sia approdato a Radio Rai è un segno dei tempi. Per noi è una bella soddisfazione, anche se lavorare nella stessa radio dove lavora la Gialappa's Band è sempre un peso… è come per un prete lavorare con Dio."

Quali sono le difficoltà più grosse che incontrate nel vostro lavoro?

- Gabriele: "Il dover aspettare fino al giorno dopo per tornare a trasmettere."
- Betty: "Il dover sempre essere allegri a tutti i costi, anche se è un atteggiamento che può aiutare a risolvere i propri malumori e a far capire che spesso alcune preoccupazioni della vita sono cose da nulla."
- Maria Grazia: "Per me è durissima essere in onda alle sei del mattino!"

Ecco, nel corso della giornata vi date il cambio davanti al microfono, ma con che criterio hanno affidato ad ognuno la sua fascia oraria?

- Silvia: "In base alla nostra voce, dopo i provini."
- Betty: "Naturalmente nessuno ama aprire le trasmissioni la mattina... dormire piace a tutti!"
- Maria Grazia: "… e infatti mi sono dovuta rassegnare!"

Ci raccontate in breve la vostra storia?

- Maria Grazia: "In passato io ho fatto teatro, ora vengo da Radio Norba."
- Betty: "Io arrivo da Radio Cuore."
- Silvia: "Io provengo da Controradio, radio alternativa di Firenze. Attualmente curo anche il sito www.supersonic.it, che fa capo al portale SuperEva."
- Giorgio: "Noi del Trio abbiamo iniziato costruendo una radio pirata, Radio Medusa, che trasmetteva con un piccolissimo impianto sulla stessa frequenza di Radio Maria. Se ora siamo qui dobbiamo ringraziare essenzialmente due persone: Matteo Curti che, scandagliando le radio di Roma per conto di Linus, ci ha portati nelle sue simpatie, e Marco Lolli che ci ha fatto conoscere in RAI presentando una nostra cassetta ai dirigenti. Per la tv invece dobbiamo tutto a Nicola Savino. Ai più curiosi consigliamo di visitare il nostro sito www.triomedusa.com"

Musica preferita?

- Silvia: "Vado pazza per Caetano Veloso, l'ho intervistato tre volte e sempre a spese mie! Ho tutti i suoi 38 cd, ma sinceramente dubito che riuscirò mai a portarlo alla RAI… ci sono troppe complicazioni!"
- Gabriele, con aria sospetta: "Noi? Musica? Direi senz'altro, i Take That e i Boyzone, che sono una boy-band come noi, Fiordaliso e MarcELLA BELLA… Cibo? La mortadELLA e la coratELLA… ModELLA? La Sora LELLA… potremmo andare avanti ancora per molto… Cartoni animati: i Simpson, superbi." Avete un modello radiofonico che imitate?
- Giorgio: "Direi di no… anche se è di rigore la venerazione per Elio e per la Gialappa's."

Una domanda è d'obbligo: progetti per il futuro e sogni nel cassetto.

- Maria Grazia: "Fare un film."
- Gabriele, il visionario: "Costruire una grande autostrada dove tutti i giovani possano radunarsi per ballare e cantare tutti insieme."
- Silvia: "Fondare un giornale."
- Betty: "Riuscire ad affittare una casa e fare doppiaggio."

Vogliamo ricordare quanti lavorano dietro al Cammello?

- Betty: "Responsabili della trasmissione sono Marina Mancini e Antonio Santirocco, in redazione abbiamo Cecilia De Robertis, Emanuela Avena…"
- Gabriele: "…detta Manu Ciao,…"
- Betty: "… Tatiana Palermi, Loretta Santini e Francesco Parisio Perrotti. I registi sono invece Babe, Luca Bona, Cristian Paraskevas [che avevamo trovato ad RDS qualche settimana fa, n.d.r.] e Simone Satta."

Aggiungiamo noi che altri speaker sono la catanese Loredana Di Nolfo, in onda la sera; Mixo e Lorenzo Scoles, in arrivo entrambi da TMC2. Il terzo membro del Trio Medusa è invece Furio, che contemporaneamente sta prestando il servizio civile.
Durante il fine settimana il Cammello diventa il Cammello Week-end milanese, condotto da Mila Jelmini con incursioni di Mauro Casciari. Facciamo il migliore degli "in bocca al lupo" al Cammello, perché possa felicemente passare la celebre cruna dell'ago, e dedichiamo un pensiero particolarmente commosso a chi quest'estate non andrà in vacanza...





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