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Ieri,
oggi e… Doriani
Luglio
2000
In
partenza su Radio Dimensione Suono il nuovo programma di Manuela Doriani, che
siamo andati ad intervistare facendoci raccontare anche dei suoi esordi, dei
suoi rapporti con Claudio Cecchetto e della fine di Station One.
La
Manu è una che, quando ci parli, ti mette subito a tuo agio; simpatica ed espansiva,
emana storia della radio da tutti i pori senza minimamente darsi arie. Proviamo
a farle qualche domanda sperando di non essere travolti da una valanga di parole,
ma…
Sai che con te non è neanche facile trovare una domanda con cui iniziare?
Vogliamo cominciare dall'inizio?
D'accordo. Diciamo che anche da ragazzina ho sempre avuto molti amici dj, ma
per molto tempo sono stata "dall'altra parte" ad ascoltare. C'era in particolare
una radio di Torino, di cui nemmeno ricordo più il nome, di cui ero una di quelle
ascoltatrici tarelle…
Tara-cosa? Scusa, ma qui a Roma non si usa…
Tarelle, che ti tarellano! Hai presente quelle che telefonano in continuazione
e che partecipano a tutti i concorsi?
Poi mi è capitato un fidanzato molto "bastardo", di quelli proprio cerebrolesi,
che faceva lo speaker… e ho cominciato a pensare: "Be', se ce l'ha fatta lui…"
Da allora diventare speaker divenne per me una questione prioritaria, una sfida
con il mondo! Così, un giorno che avevo "bigiato" a scuola, andai a bussare
alla porta di una radio, inventandomi un curriculum pieno di esperienze (un
clamoroso mucchio di balle): fatto sta che fui assunta a condurre un programma
estivo di liscio!
La prima vera esperienza fu Rock Café, nell'87-88. Era un programma di informazioni
musicali che andava in onda sulle radio locali del circuito Sper (quello che
raccoglie la pubblicità… era in fondo un primo esperimento di syndication!).
Nell'89 vinsi il concorso Disk Jockey On Stage, che mi valse uno stage a One
O One Network, con un contratto di tre mesi che poi mi fu prolungato ad un anno.
Nel '90 fui chiamata a Deejay, dove rimasi per cinque anni, fino al gennaio
del '95, momento in cui Cecchetto decise di "smerdare" la radio e il palinsesto
per via di alcuni problemi con la proprietà. Andandosene, portò via, oltre a
me, Amadeus, Fiorello e il fratello Beppe, Luca Laurenti, Nikki e Max [Max Pezzali].
Ci travasò tutti a Radio Capital dove, insieme a Giorgio Mastrota, avrei condotto
Capitalia, il migliore dei programmi che ho mai fatto.
Ma anche qui gli equilibri si persero, l'insieme si sfaldò, andarono tutti via
e io litigai con Cecchetto… era per me il momento di smettere.
E poi, nel '97…
… E poi, nel '97, la mia grande passione! Station One, una bellissima avventura
che purtroppo è durata non più di un paio d'anni: dalla syndication iniziò a
staccarsi una città dopo l'altra (Bologna, Roma…) finché, nel febbraio del '99,
la radio perse anche le ultime regioni rimaste coperte.
Come si potrebbero riassumere le cause del naufragio di Station One?
In realtà il motivo è stato essenzialmente uno: mancava la struttura. Eravamo
quattro amici, uniti dalla grande passione per la radio. Tanta buona volontà
purtroppo non è bastata, presto ci siamo resi conto di quanto fosse importante
avere un'efficiente concessionaria pubblicitaria, un capace ufficio marketing
e un vero ufficio stampa.
La formula, ricorderete, era quella del "To be today", trasmettevamo soltanto
la musica del momento. Purtroppo è finita male… spero soltanto che il fallimento
della nostra esperienza sia davvero dipeso dalla mancanza di un'adeguata organizzazione
e che non abbia piuttosto dimostrato che in Italia questo genere di progetto
non possa funzionare. La prova del nove sarà a questo punto Italia Network:
loro sì, hanno una salda struttura alle spalle e il loro successo sarebbe una
vittoria per tutti, faccio il tifo per loro… ma un tifo proprio sfegatato, sono
lì con gli striscioni!
Tornando a te e al tuo futuro con RDS, in cosa consisterà il tuo nuovo programma?
Sono ad RDS dal primo maggio del '99 e ora mi sono trasferita a Roma. Quest'anno
condurrò finalmente nella MIA fascia, quella tra le 21 e le 24. I dettagli del
programma sono ancora da definire, ma di sicuro sarà un programma un po' diverso
dai soliti e i protagonisti saranno gli ascoltatori. Chiaramente non gli ascoltatori
che "Ciao, come va?", "Ciao, complimenti per la bellissima voce", "Ciao, siete
forti"… cerchiamo gente che abbia qualcosa da dire.
Oggi sto praticamente realizzando il mio sogno: la mia ambizione è quella di
lavorare come autrice, amo molto il lavoro che c'è dietro alle trasmissioni
e mi piace arrivare in onda con il programma pronto.
Cosa pensi delle durate dei programmi?
Il programma perfetto è di due ore: la mia idea è che alla seconda si ha ancora
voglia di dire e ci sono argomenti da approfondire, ma una terza ora, quando
la trasmissione ha già dato tutto ciò che poteva, rischia di rovinare tutto.
Qual è la tua musica?
Io sono di estrazione techno, mi piacciono le cose "strane", i suoni degli Almamegretta…
per quanto mi riguarda in Italia sono assolutamente loro i numeri uno.
Certo, ad RDS questo genere di musica mi manca un po', ma condivido e rispetto
la scelta editoriale della radio.
Se ti chiedessimo come ti trovi a Roma…
Guarda, è come se fossi al primo giorno di lavoro, con colleghi completamente
nuovi! Finora quando venivo da Milano ero considerata un'ospite, ma adesso diventerò
una collega a tutti gli effetti… il rodaggio inizia ora.
Tra i tuoi vecchi colleghi qualcuno in particolare ti ha dato di più?
Paradossalmente ho imparato tantissimo da Linus: all'inizio della mia esperienza
a Deejay mi ha sempre dato utili consigli, primo fra tutti quello di evitare
di fare tanto il maschiaccio e di cercare di essere più femminile… un "cazziatone"
che poi mi sono sentita fare molto spesso!
Hai qualche episodio di lavoro divertente da raccontare?
Divertente sì, ma non per me: due anni fa ero in consolle a mixare in una discoteca
vicino a Bari: ad un certo punto ho deciso di scendere e di lanciarmi tra la
folla come una diva, ma non avevo calcolato che poco più in alto, sopra di me,
c'era una bella trave di legno… è stato un attimo… sono rimasta a terra svenuta!
E il cantante con cui ti è rimasto più impresso l'incontro?
Non c'è dubbio, Claudio Baglioni: è stata una delle poche volte che mi sono
emozionata. Quando ti trovi davanti il tuo mito… be', cambia tutto! L'intervista
fu veramente "di merda", io dissi una castroneria dopo l'altra ma lui fu grande,
prese in mano le redini della situazione e si autointervistò, buttandola sul
ridere. Ricordo che piansi per un'ora come fanno le ragazzine ai concerti dei
Backstreet Boys.
Come ti sembrano messe le radio italiane rispetto a quelle estere?
Tutto il mondo è paese, i problemi delle radio sono sempre quelli. Invidio la
francese NRJ, dove la creatività della direzione riesce a rendere ottima la
qualità di un'emittente nella cui scaletta per legge va inserito l'80% di musica
francese, e invidio la radio curata e settoriale che c'è negli USA, è una possibilità
che in Italia purtroppo manca completamente.
Grazie e in bocca al lupo, oltre che per il programma, per il tuo trasloco!
