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Lo
spot, niente è così Reale
Agosto
2000
Prosegue
la mini-inchiesta sul mondo della pubblicità. Questo mese Radioazioni incontra
Francesco Reale, voce ufficiale di Radio Italia Solo Musica Italiana
Avete
presente il caldo vocione che tra una canzone e l'altra recita con passione
"Radio Italia Solo Musica Italiana"? O quello delle pubblicità di Tele+ o ancora
quello dello spot di D+ con Godzilla e Paolo Rossi? E' il vocione di Francesco
Reale, trentacinque anni e al microfono da una vita. Abbiamo coinvolto anche
lui nella nostra mini-inchiesta sugli spot radiofonici e anche da lui ci facciamo
raccontare qualcosa in merito.
Facciamo una breve presentazione?
Lavoro nelle radio dai miei 16 anni e dal 1988 sono voce ufficiale di R.I.S.M.I.:
identifico la radio leggendo promo, billboard, ecc. e la mattina alle 8.55 conduco
l'oroscopo.
Sono entrato nel mondo della pubblicità a 17 anni, frequentando i corsi della
TP (Associazione Tecnici Pubblicitari) come copywriter. Dopo i soliti corsi
(dizione, recitazione, fonetica) ho lavorato a Roma nel doppiaggio: dal '89
al '93 ne L'Ispettore Derrick, in Perry Mason e in altri film e telefilm. Come
speaker RAI ho prestato la voce nei programmi Più sani più belli, Speciale TG1,
Geo. Sono stato voce fuori campo per 14 puntate di Fantastico 92, l'edizione
con Dorelli e la Carrà, cui parteciparono, tra gli altri, Leonardo Pieraccioni
e Raul Cremona. Tra le cose più divertenti, ho ridoppiato in milanese il "poliziotto"
di Forum nel film di Verdone "Maledetto il giorno che ti ho incontrata".
Faccio parte dell'ADAP (Associazione Attori Doppiatori Pubblicitari, www.adap.it),
l'unica associazione di categoria in Italia.
Fai anche teatro?
No, mai fatto: per farlo bisogna specializzarsi e io, piuttosto che fare l'attore,
ho preferito fare lo speaker, soprattutto pubblicitario. Però a Roma ho recitato
in un tv-movie per Canale 5 con la Sandrelli e Dapporto ("Come una mamma", regia
di V. Sindoni). Ho presentato diverse serate ma il palco per me è solo questo.
Quali sono le pubblicità più importanti cui hai dato la voce?
Sono stato la voce di Heineken, Saeco, Iodosan , Twix, Dixan, Telepiù, ecc…,
doppiavo Patrick de Gajardon in Sector. L'ultimo spot fatto è quello con Paolo
Rossi e Godzilla nella campagna D+.
In video sono apparso, per amicizia, soltanto in un videoclip di Sergio Caputo.
Ma io lavoro con la voce e vorrei che chi ascolta immaginasse quel che vuole.
Com'è organizzata la produzione di uno spot? Quanto viene a costare?
Non sono espertissimo, ma in tv possono costare anche miliardi. C'è chi va a
girare lo spot in Africa perché lì le spighe di grano sono più belle o chi affitta
sei elicotteri… finiti i soldi chiamano lo speaker!
Ma ci sono anche produzioni, soprattutto radiofoniche, che grazie ai computer
costano pochissimo. Il lavoro creativo lo fanno le agenzie (copy, art); alla
fine scelgono una voce, purtroppo spesso frettolosamente, dimenticando che la
voce è fondamentale per il ricordo che lo spot lascia nel pubblico.
Che qualità si richiedono a chi recita in pubblicità?
Una volta contavano le voci importanti, classiche; oggi si tende a cercare intonazioni
più "vere", tipo Magnum Algida, così capita di sentire delle belle "e" larghe
milanesi o inflessioni romanesche. Gli speaker della BBC parlano la loro lingua
in maniera impeccabile, si può dire lo stesso dei mezzibusti italiani?
E' così importante avere una bella voce? Chi non ce l'ha ha ancora qualche
speranza?
Mio fratello ha la voce uguale alla mia, ma te lo sconsiglio se devi vendere
qualcosa! E' come in palestra: se sei una sega non diventerai mai Ursus ma puoi
diventare un buon lottatore.
Prima di arrivare ad essere un professionista di un certo successo…
… Per Antonio, il mio commercialista, non sono un uomo di successo! Io però
non mi lamento.
… quante difficoltà bisogna superare?
Sarà banale ma è un lavoro in cui fai un esame al giorno.
Visto "dal di qua" questo lavoro sembra molto interessante, ma non finisce
per essere magari un po' ripetitivo? E' importante farlo da parecchio tempo
per poterci mettere una certa dose di esperienza?
Beh, ogni giorno fai una cosa diversa, direi che è abbastanza no? E poi il mio
lavoro mi piace e mi lascia del tempo per le passioni, clicca: Barolo. L'esperienza
serve se la sera prima hai invitato a cena un barolo del '90 e ti chiedono di
registrare alle 9 di mattina!!!
Del tuo lavoro cosa trovi più difficile?
Cercare 10 intonazioni diverse per la frase "leggere attentamente le avvertenze".
E cosa più divertente?
Il fatto che non devo leggere il giornale per sapere che succede al capricorno!
Come ci si trova nel mondo degli spot? Gli attori si vogliono tutti tanto
bene o c'è rivalità e competizione come nelle radio?
No, Radio Italia è veramente una grande famiglia: zio Mario [Mario Volanti,
il direttore], zio Filippo [Filippo Broglia]… sono felice di lavorare qui. Tra
gli speaker invece c'è chi ti ruba i lavori accettando compensi fuori listino,
nella vita ognuno ha la propria faccia.
Quando ti capita, che effetto ti fa sentirti alla radio?
Beh, ormai la mia voce è quella di un altro, la sento "da fuori". All'inizio
era divertente quando mi sentivo a palla nelle autoradio al semaforo. Devo dire
che qualcuno mi ha riconosciuto dalla voce.
Come interpreti il successo del mezzo radiofonico in piena epoca di nuove
tecnologie?
Beh, Internet arriva qualche anno dopo questo successo della radio... la radio
permette di sognare, di immaginare quel che vuoi. La tv in fondo è solo una
radio con le immagini!
E tu su Internet come ti trovi?
All'inizio ero scatenato come tutti, giocavo in rete ad Hearts con i canadesi,
ho imparato l'Html, ho perso qualche fase r.e.m. di sonno. Oggi cerco, per esempio,
le informazioni che mi servono per i miei progetti: sono sommelier e vorrei
aprire un wine-bar. Credo che il web sia penalizzato dalla lentezza e dai costi
telefonici, purtroppo… o forse per fortuna, altrimenti magari in questo momento
mi stareste leggendo dalla lavatrice.
