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15
anni di Zac
da
Radioazioni, numero di Novembre 1999
Alessandra Zacchino, che ogni sera dà la
buonanotte a tutti i centocinquisti, si racconta a RadioAzioni. E parla di sé,
della sua storia, delle sue ambizioni e delle sue idee sulla radio italiana
di oggi.
La sua autobiografia, invece, è tutta qui.
In
questi giorni hai compiuto 15 anni di radio. Hai voglia di scavare un po' nei
ricordi e di raccontarci i tuoi esordi al microfono?
In
pratica si parla di "scavi archeologici"!!!! L'esordio, cioè la prima
volta che ho parlato ad un microfono attraverso la radio, è stato
nel 1975. La radio era di mio zio e... ovviamente era un programma per bambini!
Quell'esperienza deve essermi rimasta impressa visto che con le mie cuginette
ogni estate registravamo delle cassette con dei finti programmi radiofonici:
facevamo le presentatrici, prendevamo gli applausi, le pubblicità e le interviste
dalla tv e montavamo tutto... facevamo i notiziari, le classifiche e le finte
interviste ai cantanti. Credo di avere ancora un paio di quelle cassette...
che tenere!
L'inizio "ufficiale" è del novembre 1984: la radio
era la stessa del '75, ma la proprietà era passata a quello che sarebbe poi
diventato (e ormai ex) il mio commercialista. La mia prima diretta è stata disastrosa:
ogni volta che si accendeva il microfono, mi coglieva una interminabile risata
isterica. Per fortuna poi mi è passata!
Cosa sognavi di
fare da piccola... l'astronauta, la principessa, la pilotessa di F1? Come è
sbocciata la tua passione per la black music?
Per
un periodo ho desiderato fare la ballerina di danza classica e ho pure studiato
per riuscirci. Di quel periodo mi è rimasta la camminata a "papera"
e io mi giustifico dicendo che il mio andamento è dovuto dall'essere una ballerina
mancata! Poi è durato un bel po' il sogno di fare la stilista, ma quando qualche
pazzo ha preso a farmi credere che potevo fare bene la radio, quindi
ho quasi smesso del tutto di disegnare.
La Black Music? Quando ero praticamente neonata, i miei si ricordano perfettamente
il mio dimenarmi sulle note di "Get On The Good Foot" di James Brown
e avevo imparato a memoria (vabbè ero piccola....diciamo che avevo imparato
i suoni delle parole) "Killing Me Softly" di Roberta Flack. La copertina
di questo disco aveva il pianoforte estraibile e io ci facevo "suonare"
le mie Barbie! Con il passare degli anni ho
ascoltato davvero di tutto , anche perchè l'offerta di musica nera tra radio
e tv non era granchè. Posso dire di aver recuperato molto di quello che mi ero
persa quando ho lavorato per la black music station Centro Suono di Roma. Questa full immersion mi ha fatto ampiamente
capire quale fosse la musica che sentivo più vicina ai miei gusti, ma non mi
ha impedito di sentire anche tutto il resto. Credo sia l'approccio migliore
possibile con la musica: essere a 360°. Ma il soul e il funk resta il meglio
per me!
C'è qualche speaker a cui si può dire che ti "ispiri"
? Tra i colleghi che hai avuto nella tua ormai luuuunga carriera chi è stato
quello che ti ha dato e insegnato di più?
Quando ho iniziato a interessarmi alla radio, dalle mie parti c'erano
solo le locali e la RAI... dei network nemmeno l'ombra. Quindi se ascoltavo
il pomeriggio la radio, era Stereo 2 e mi piaceva un sacco
Antonella Giampaoli oppure la sera Stereo 1 con Rupert e Stefano Pistolini.
Non posso considerarli degli ispiratori, ma li ascoltavo volentieri se tra radio,
scuola e tutto il resto mi restava tempo per sentire la radio. Piuttosto guardavo
la tv e in quel periodo c'erano DJ television e Discoring. Mi strabiliava la
velocità nel macinare parole di Claudio Cecchetto e Anna Pettinelli.
I miei veri idoli sono stati mio zio Paolo (nel frattempo passato dalla radio
al teatro) e mia cugina Giovanna. Sono sempre stata convinta che se Giò si fosse
lanciata un po' all'avventura come ho fatto io, avrebbe ottunuto grandi risultati
perchè aveva tutti i requisiti giusti: bellezza statuaria, bravura e intelligenza...
e magari sarebbe ancora tra noi.
"Luuuuunga carriera" suona come "quand'è che appendi le cuffie
al chiodo?"!!!!!! Ho sempre cercato di imparare da ogni esperienza e i
direttori artistici con cui ho lavorato negli anni sono stati preziosi in questo
senso con i loro "cazziatoni"; parlo dei vari Maurizio Catalani, Alberto
Castelli, Gigi Marziali, ecc. Devo molto a Ivano Guidoni (all'epoca a Radio Dimensione Suono)
che, al mio arrivo a Roma nell'88, mi ha praticamente presa per mano dandomi
molti utili consigli. Spero che da lassù sia fiero di me!
Guardando gli altri network, chi sono i personaggi che stimi di più
?
C'è qualcuno in particolare con cui ti piacerebbe "duettare" come
ai tempi di Radioduetime?
Una cosa alla R2T potrei farla solo con Vercillo!!! Ci siamo divertiti
tanto insieme e le 5 ore e 20 del nostro programma volavano....eravamo talmente
in sintonia da essere telepatici! Di "duetti" poi ne ho fatti tanti,
anche se saltuari, con colleghi tipo Marco Mazzoli, Manuela Doriani, Gianni
Riso, Francesco Acampora, Nicoletta De Ponti, Luca Viscardi o con i cantanti,
ogni volta che c'era una intervista da fare.
I colleghi che stimo di più sono i miei amici, che se capita ascolto volentieri,
tipo la Doriani, Platinette, Rosaria Renna, Massimo Oldani, Alessandro Marabotto... Ho
una certa ammirazione per Linus; un "duetto" con lui sarebbe stimolante!
